Confronto
Marketplace a commissione o gestionale a canone.
In breve: il marketplace ti porta pazienti che non ti conoscono e te li fa pagare a percentuale. Il gestionale non te ne porta, ma non prende nulla su quelli che hai già. La domanda giusta non è quale sia migliore: è quanta parte del tuo giro sta passando da una commissione.
Due modelli, due conti diversi.
La differenza non si vede sul singolo appuntamento: si vede alla fine dell'anno. Ecco lo stesso studio, con due modelli di prezzo diversi.
Con una commissione sulle prenotazioni
€5.760
in commissioni, ogni anno
Con un canone fisso (Curora Pro, annuale)
€690
tutto l'anno. Punto.
Ipotesi dell'esempio, dichiarate: 20 nuovi pazienti al mese, scontrino medio 120 €, commissione del 20% applicata solo ai nuovi. Non sono dati di mercato: le condizioni reali cambiano da piattaforma a piattaforma e nel tempo. Il punto non è la cifra, è la forma della curva — una cresce col tuo lavoro, l'altra no.
Cosa fa l'uno, cosa fa l'altro.
Due strumenti che risolvono problemi diversi. Sotto, cosa aspettarsi dall'uno e dall'altro — comprese le cose che un gestionale non fa.
| Marketplace a commissione | Gestionale a canone | |
|---|---|---|
| Ti porta pazienti che non ti conoscono | Sì, è il suo mestiere: vetrina, ricerca per zona e specialità | No: lavora sui pazienti che hai già |
| Prenotazione dal portale pubblico, anche di notte | Sì, dalla scheda pubblica dello studio | No: la prenotazione la prendi tu, di persona o al telefono |
| Come si paga | Di norma una percentuale sulle prenotazioni, spesso solo sui nuovi pazienti, a volte più un canone | Canone fisso mensile, indipendente dal giro |
| Quanto costa quando lo studio cresce | Cresce con te: più pazienti nuovi, più commissioni | Resta lo stesso: il canone non guarda al fatturato |
| Agenda interna con più operatori e sedi | Dipende dalla piattaforma: spesso essenziale | Sì: conflitti, blocchi invalicabili, vista per operatore, multi-sede |
| Cartella clinica con dati sanitari Art. 9 | Raramente: non è quello il mestiere della vetrina | Sì: anamnesi, diario, allegati, cifrati e riservati a chi cura |
| Di chi è l'anagrafica dei pazienti | Sta sulla piattaforma, che la usa anche per i propri fini: leggi bene il contratto | Tua, esportabile quando vuoi |
| Che nome legge il paziente nei messaggi | Di norma quello della piattaforma | Il nome del tuo studio, sul mittente degli SMS |
Per chi ha senso l'uno, per chi l'altro.
Meglio il marketplace, se…
- hai appena aperto e l'agenda è per metà vuota;
- ti sei spostato in una zona dove non ti conosce nessuno;
- una fascia scoperta ti resterebbe vuota comunque;
- vuoi testare una prestazione nuova su un pubblico che non è il tuo.
In tutti questi casi stai comprando domanda che non hai. La percentuale è il prezzo di quella domanda.
Meglio il canone fisso, se…
- hai già un bacino di pazienti che tornano;
- i buchi in agenda nascono da dimenticanze, non da mancanza di richiesta;
- tratti dati sanitari e ti serve una cartella a norma;
- lavori in più mani o più sedi e l'agenda deve reggere il traffico.
Qui la percentuale la staresti pagando su pazienti che avevi già. È il momento in cui il canone smette di essere un costo.
E si possono tenere tutti e due: il marketplace come canale per farsi trovare, il gestionale come casa dell'agenda e dei dati. L'importante è sapere quanta parte del giro passa dalla commissione — e accorgersi quando quella parte comincia a essere fatta di pazienti tuoi.
Domande che si fanno tutti.
Un gestionale a canone mi porta pazienti nuovi?
No, ed è giusto dirlo subito. Un gestionale lavora sui pazienti che hai già: riduce i buchi in agenda con i promemoria, tiene lo storico in ordine e ti fa richiamare chi non torna da mesi. Chi ti porta domanda nuova è il marketplace, oppure il passaparola e la tua comunicazione.
Quando la commissione conviene davvero?
Quando l'agenda ha buchi che non sai riempire: se una fascia resterebbe vuota, una prenotazione che ti costa una percentuale vale comunque più del vuoto. Il conto cambia quando la commissione si applica a pazienti che sarebbero tornati da te lo stesso: lì stai pagando per un cliente che avevi già.
Posso usarli tutti e due?
Sì, ed è quello che fanno molti studi: il marketplace resta un canale di acquisizione, il gestionale è la casa dei dati e dell'agenda. La domanda da farsi è quale quota del giro passa dalla percentuale, e se quella quota sta crescendo su pazienti che ormai sono tuoi.
Cosa succede ai dati dei pazienti se cambio strumento?
Dipende da dove stanno. Con Curora esporti l'anagrafica e lo storico quando vuoi, senza chiedere il permesso. Con una piattaforma, verifica nel contratto cosa puoi portare via e in che formato: è la domanda più importante da fare prima di firmare, non dopo.
Il canone fisso conviene anche a chi lavora da solo?
Dipende dal giro. Il piano Solo costa 29 € al mese, IVA esclusa: se una sola seduta recuperata al mese vale più di così, il conto torna. Se invece stai partendo adesso e l'agenda è quasi vuota, il problema da risolvere prima è la domanda, non la gestione.
Le percentuali dei marketplace sono tutte uguali?
No: cambiano per settore, per piattaforma e nel tempo, e alcune si applicano solo alla prima prenotazione di un nuovo paziente. Per questo qui non trovi il listino di nessuno: trovi il meccanismo. I numeri esatti li leggi nel contratto della piattaforma che stai valutando.
Nota sul metodo. Questa pagina confronta due modelli di prezzo, non due prodotti: non contiene listini né condizioni di piattaforme di terzi, perché cambiano nel tempo e vanno lette alla fonte. Le cifre dell'esempio sono ipotesi dichiarate. I prezzi di Curora sono quelli in pagina prezzi. Ultima revisione: luglio 2026.
Se vuoi vedere come funziona nel tuo mestiere: le pagine per settore raccontano l'agenda, i promemoria e la cartella con le parole del tuo lavoro.
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